Milano riparte. Il vantaggio del vivere “metropolitano”

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Le istituzioni devono fare rete, dirimere conflitti di competenza e lavorare insieme con tutti i referenti delegati e interessati presenti sul territorio, in modo da raggiungere una visione collettiva e condivisa sul futuro. Infatti, d’ora in avanti i Municipi diventano il “luogo nuovo” di decisione e di partecipazione. Ci sono tutte le premesse per una Milano Città metropolitana efficiente, competitiva, attraente, com’è nella tradizione lombarda. Una grande area territoriale di crescita innovativa e di sviluppo economico, proiettata sull’Europa e sul Mondo. Tuttavia capace di non lasciarsi mai indietro nessuno

Uomini e donne mai così vicini. Ma con i figli è un’altra storia

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Se questo è lo scenario meglio si capisce la promessa del nostro sindaco Sala quando dopo aver ammesso che “La realtà va cambiata”, perché, “neanche la nostra città brilla”, ha ribadito che “ci sforzeremo di far sì che i servizi ai cittadini permettano alle donne e soprattutto alle donne madri di lavorare”. Chi mi conosce sa che questo impegno da sempre è per me prioritaario.

La Città metropolitana di cui tutti parleranno, (speriamo)

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l’area metropolitana del capoluogo lombardo è la terza dopo Londra e Parigi, tra quelle più popolate dell’Unione europea e ha tutti i requisiti per assumere un ruolo primario nella dimensione comunitaria, contribuendo così al rafforzamento della competitività del nostro sistema Paese. E’ la stessa Commissione europea a sostenere che sarà lo sviluppo delle città metropolitane a determinare il futuro dell’Europa

“Non una di meno”, verso la mobilitazione di novembre

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Organizzate dal comitato “Non una di meno” due giornate di manifestazioni a ROMA. Il 26 novembre le donne scenderanno in piazza per presentare il “piano delle donne femministe contro la violenza di genere”. La giornata del 27 novembre ospiterà invece tavoli tematici e workshop “per elaborare le proposte su temi che spaziano dal diritto alla salute, alla libertà di scelta, all’autodeterminazione in ambito sessuale e riproduttivo, al lavoro, al welfare, al femminismo migrante”.