A tu per tu con Arianna Censi

DA ON “D” COME DONNA

Tempo di elezioni e anche Arianna Censi si candida alle regionali lombarde. Proprio  per questo non posso tralasciare di farle domande ”politiche” anche se invero il motivo della mia intervista era un’altro:annoverarla tra le donne di punta di dols. Durante l’intervista capirete perchè, ma soprattutto se avrete il tempo di sentire i  file audio allegati potrete essere conquistate/i dalla sua voce, dal modo piano e discorsivo e senza incertezze di rispondere. Arianna è una vera politica che al suo lavoro ed alla sua ”missione” conferisce il valore ”alto” che tutti i nostri politicanti dovrebbero dare.

Lombarda, 51 anni dopo il liceo scientifico e  scienze politiche quasi per caso si è imbarcata nel mondo politico milanese e non ne è più uscita fuori.

Ti presenti alle regionali della Lombardia 2013, ma  hai sempre fatto politica. Come hai cominciato?
Ho iniziato quasi per caso a 24 anni perchè in quel tempo militavo in un partito, quello dei democratici di sinistra per i quali vigeva una regola ferrea: il 40 per cento dei candidati doveva essere donna. E nel comune vicino al mio non c’era nessuna donna disposta a candidarsi. Quindi me l’hanno proposto a me. Ed io che facevo politica già a scuola, ho accettato. Sono stata eletta e sono finita a fare l’assessore per la cultura in un periodo ed un paese in cui per la cultura si spendeva ben poco.
Ho passato 4 anni a investire in settori ritenuti marginali o di poco interesse.
Questo avvenne tra il 90 e il 94, gli anni di Tangentopoli. Nel frattempo  nel ’93 venne promulgata una legge per l’elezione diretta del sindaco. E mi chiesero di candidarmi come sindaco. Ci ho pensato molto, perché non era ciò che volevo fare nella vita. Però quello era un periodo un po’ simile all’attuale in cui la politica era ai minimi storici e mi sembrò corretto impegnarmi. Ho accettato e sono diventata sindaco di Locate Triulzi per due legislature. Quando passi dieci anni a fare una cosa, la tua vita cambia e come cambia!

Poi sono andata  a lavorare nella pubblica amministrazione e  ho avuto una delega per le pari opportunità in Provincia a Milano, mi sono occupata di enti locali

E adesso?
Penso che sia arrivato il tempo di mettere la mia esperienza e competenza a disposizione della Regione Lombardia per un cambiamento radicale che vada dalla salute delle persone all’associazionismo, all’imprenditorialita etc.. Dobbiamo riattivare la competitività che è virtuosa per dare al cittadino il servizio migliore, il prezzo migliore e la qualità migliore, senza clientelismo ed apparentamenti.

Ascolta prima parte intervista 

Cosa ne pensi dell’associazionismo in Lombardia?
Io ho lavorato moltissimo con le donne, mi sono occupata per 5 anni di politica di genere. L’associazionismo lombardo è uno dei più interessanti nel panorama italiano, ma non c’è una progettualità. Come per  il lavoro di cura che è fatto in gran parte dalle donne.

Faccio un esempio per tutti. E’ stata fatta una buona legge che combatte la violenza alle donne, ma non è finanziata e non esistono altre forme di controllo sull’efficacia dei progetti  prodotti a fronte di questa legge.
Anche per la formazione vale tale discorso: fare corsi di formazione è inutile se non sono  controllati i risultati che ne verifichino i risultati.

I finanziamenti, da dove li prende la regione?
Primo noi non utilizziamo tutti i finanziamenti europeì perchè le aziende non riescono a cofinanziare i progetti (che debbono essere sempre coofinanziati). Quindi bisogna trovare le risorse per aiutare le aziende a finanziare tali progetti.
Secondo c’è una quantità di sprechi in Regione Lombardia inimmaginabile. E’ necessaria una maggiore competitività ed un’organismo non imparentato con nessuno che controlli tutto. Credo che le aziende buone, in salute e serie debbano aver sofferto molto in questi anni la non concorrenzialità.
Noi dobbiamo fare in modo che nel momento in cui l’economia riparta siamo pronti alla partenza.

Dobbiamo investire in cultura, competitività. All’inizio bisognerà risparmiare, investire nella prevenzione, trasparenza
La priorità principale è il lavoro, i lavori e tutti i servizi che a questo necessari per funzionare.

E l’expo?
L’expo rientra dentro questo discorso. E’ l’occasione principe di questo ragionamento. E’ l’obiettivo, il primo obiettivo. Abbiamo la possibilità di far conoscere le nostre ricchezze ed i nostri talenti. Recupare quindi la cultura e il l turismo…

Ascolta seconda parte intervista 

Cosa ne pensi delle donne? In genere nella tua vita politica e lavorativa hai sempre agevolato le donne o  hai mantenuto sempre un atteggiamento neutrale?
Nel  mondo quello che donne vogliono dire per la società è sempre stato sottovalutato impoverendo il mondo. Ed oggi la politica, la cultura etc deve prendere atto di ciò e riequilibrare la situazione

Tutto è stato sempre considerato la punto di vista maschile. Come per esempio il valore di cura. Da cui l’uomo è stato culturalmente costretto a sottrarsi.
Credo che il riequilibrio di questa situazione, prevede vantaggi e benefici per tutti

Gli uomini e le donne so differenti ma il disequilibrio attuale può solo nuocere.
Che ne pensi degli studi dei nostri giovani?
Quello è un altro problemi. Aulal qualità abbiamo un sistema ancora primaria perché c’è una volonta pubblica di volerla tenere competiriva

The corrosion of character è un libro che consiglio di leggere tutti che analizza la modificazione del carattere di persone che partite con grandi progetti pian piano si vedono privare dei propri sogni. Quindi è necessario liberare delle risorse che permettano loro di non essere precari, stabili e sicuri e costruirsi un futuro.

E per quelli della nostra età che perdono il lavoro che si può fare?
Per gli over50 è ancora peggio. Se la smettessimo di creare concorrenza tra vecchia e nuova generazione si potrebbe utilizzare la competenza dei primi utilizzando la freschezza d’idee dei secondi.

Un’ultima domanda: perché Ambrosoli?
Perché è una lista civica rivolta a quelli che si vogliono mettere a servizio della società. Ambrosoli rappresenta quel mondo civico che può riportare in pista Milano.

Io credo molto nei partiti. E voglio che la politica possa portare i migliori elementi cìvili all’interno della società.

Ascolta terza parte dell’intervista

(n.d.r) Se fossi un politico donna (o meglio una politica) vorrei essere come Arianna.

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