La Storia

Rosa Genoni, stilista, femminista, inventrice del Made in Italy

Una mostra a Milano celebra la pioniera del made in Italy: nata da famiglia povera in Valtellina, tra le prime direttrici di casa di moda del nostro Paese.Si è distinta anche per l’impegno. a favore delle donne e dei più deboli. L’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Moda e Design Cristina Tajani: “Una stilista e una visionaria pioniera della creatività nella moda italiana. Un esempio di stile utile soprattutto alle nuove generazioni”.

Mezzo secolo di Italia-Germania I tedeschi agiscono sempre secondo schemi rigidi e noi improvvisiamo. Da sempre

Già mettono le mani avanti, e evocano il Blauer Flucht, la maledizione azzurra. Non perdono contro l´Italia, ma contro il destino, contro un dio ignoto e maligno che odia i tedeschi, superiori sul campo di calcio, e ovunque, dalle auto ai sani bilanci statali, come predicava Lutero, il monaco che condannava i debiti, in cui siamo maestri. Come spiegare che sono sempre dati favoriti dagli esperti, e perdono sempre negli incontri ufficiali, per otto volte consecutive?

« Non servono strade nuove ma trasporti buoni per tutti »

«Non esiste in Europa una Città Metropolitana che non governi l’insieme del sistema di trasporto pubblico, sia per l’area urbana del capoluogo che per tutta l’area metropolitana, programmandone i percorsi. Il fatto è che la Regione non vuole riqualificare le strade esistenti, bensì costruirne di nuove. Investiamo invece nel trasporto pubblico e non nelle autostrade inutili, altrimenti non conquisteremo mai una credibilità a livello europeo. Così svanisce una preziosa opportunità per il nostro Paese», IO LA PENSO COSI’

La Storia. “Noi nate all’ombra del terrorismo”

“Chi come me è nato nei primi anni 80 ha respirato il terrore fin da piccolo. Non lo avevamo ancora visto, ma c’era nelle conversazioni sussurrate degli adulti, nei giornali che giravano in casa”, racconta in quest’articolo Marta Serafini, giornalista e scrittrice. Lo pubblico volentieri poichè ci aiuta a capire pagine importanti della Storia che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.

Settant’anni di voto alle donne

Dire alle mie figlie che quando la loro nonna è nata le donne non potevano votare mi fa sempre una certa impressione. Nella classifica mondiale dei paesi che per primi approvarono il suffragio femminile, in testa c’è la Nuova Zelanda, 1893, poi l’Australia e i paesi scandinavi, la Russia (con la Rivoluzione d’Ottobre), la Gran Bretagna e la Germania dopo la prima guerra mondiale e gli Stati Uniti nel 1920. In Italia le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini solo alla fine dell’ultima guerra, il 10 marzo di settant’anni fa…

La vera rivoluzione del voto alle donne

«Destinata dalla natura a procreare e prendersi cura della specie, l’intelletto femminile era portato a comprendere l’utile vicino e l’interesse parziale della sua famiglia, non quello lontano e generale. Quando questa idea così radicata nella cultura occidentale entrò in crisi? Questa domanda consente di mettere a fuoco la portata rivoluzionaria del suffragismo»

Quando l’amore finisce, 50mila italiani divorziano ogni anno

La crisi arriva in media dopo 16 anni di matrimonio. E così nel 2014 ci sono state 89.303 separazioni e 52.335 divorzi. Aumenta l’età media di chi si lascia. I giovani si amano di più? No, semplicemente hanno smesso di sposarsi. Se nel 1995 la Valle d’Aosta era l’unica zona dove si registravano più di 300 separazioni per mille matrimoni, oggi quasi tutte le regioni del Centro-Nord hanno raggiunto lo stesso livello. Eppure l’incremento è maggiore nel Meridione, dove i valori sono cresciuti vertiginosamente. Due realtà su tutte: in Campania il dato è passato da 70 a 254 separazioni ogni mille matrimoni. In Sardegna da 95,3 a 309,4.

“Embrioni umani modificati”. L’ultima frontiera della genetica

Bisogna felicitarsi delle nuove prospettive della ricerca britannica e piantarla coi terrorismi nell’informazione, spiega Elena Cattaneo (nella foto) senatrice e direttrice del Centro di ricerca sulle cellule staminali dell’università degli studi di Milano. Lunedì 1 febbraio un gruppo di ricercatori di Londra ha ottenuto l’autorizzazione necessaria per modificare geneticamente gli embrioni umani, la prima di questo tipo al mondo, che consentirà di portare avanti studi per comprendere meglio le cause che portano agli aborti spontanei e migliorare i sistemi per la fecondazione assistita, nelle intenzioni dei promotori della ricerca.

Cronaca dalla città italiana più inquieta degli anni Sessanta

Vi suggerisco la lettura di “Pfiff : Una storia operaia nella Torino degli anni Sessanta”, l’ultimo libro del giornalista e saggista Roberto Giardina, del quale pubblico sul mio sito le sue analisi sulla Germania in cui vive da più di trent’anni. Con questo suo ultimo libro Giardina si cimenta nuovamente con l’opera narrativa, prendendo spunto da quanto vissuto in gioventù quand’era un novello cronista del quotidiano «Stampa». La foto: quando Torino era sinonimo di FIAT

Fatima Mernissi, la femminista che ridisegnò il mondo arabo agli occidentali

” Noi donne musulmane abbiamo un mese solo di digiuno, il Ramadan, ma le povere donne occidentali sempre a dieta devono digiunare dodici mesi all’anno”, così scriveva con un’ironia garbata una delle figure emblematiche del femminismo del regno. La sociologa e scrittrice Fatima Mernissi (nella foto) è morta questa mattina , 30 novembre, all’età di 75 anni. Docente di sociologia presso l’Università Mohammed V di Rabat, dagli anni ’80 ha scritto diversi libri sul ruolo delle donne nella società, tra cui La terrazza proibita, L’harem e l’Occidente, Chahrazad non è marocchina.