Politiche di genere

8 marzo, sciopero globale delle donne

Astensione dal lavoro, assemblee, cortei e flash mob: quest’anno si va verso una ricorrenza “di lotta”. In Italia aderiranno anche i centri antiviolenza per manifestare contro la violenza maschile. È questa la piattaforma politica formulata dalle 2000 persone riunite (nella foto) in assemblea nazionale a Bologna il 4 e 5 febbraio, che hanno proseguito il lavoro sul piano femminista antiviolenza e stanno organizzando lo sciopero delle donne dell’8 marzo che coinvolge diversi paesi nel mondo. I punti esprimono il rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia

Divario di genere nel mercato del lavoro. A che punto siamo

L’Italia continua a non brillare nelle classifiche sulla parità di genere. Il tasso di attività femminile è basso rispetto alla media europea. E gli stipendi annuali delle lavoratrici sono nettamente inferiori a quelli degli uomini. L’importanza delle politiche di conciliazione lavoro-famiglia. Contro il gender pay gap: lavoro alle donne e conciliazione agli uomini. Facciamo il punto partendo dai dati più aggiornati

Uomini e donne mai così vicini. Ma con i figli è un’altra storia

Se questo è lo scenario meglio si capisce la promessa del nostro sindaco Sala quando dopo aver ammesso che “La realtà va cambiata”, perché, “neanche la nostra città brilla”, ha ribadito che “ci sforzeremo di far sì che i servizi ai cittadini permettano alle donne e soprattutto alle donne madri di lavorare”. Chi mi conosce sa che questo impegno da sempre è per me prioritaario.

“Non una di meno”, verso la mobilitazione di novembre

Organizzate dal comitato “Non una di meno” due giornate di manifestazioni a ROMA. Il 26 novembre le donne scenderanno in piazza per presentare il “piano delle donne femministe contro la violenza di genere”. La giornata del 27 novembre ospiterà invece tavoli tematici e workshop “per elaborare le proposte su temi che spaziano dal diritto alla salute, alla libertà di scelta, all’autodeterminazione in ambito sessuale e riproduttivo, al lavoro, al welfare, al femminismo migrante”.

Incredibile, più le persone sono anziane e più divorziano

I dati Istat rivelano che nella maggioranza dei casi a presentare la domanda di separazione sono più spesso le donne, decise a mettere fine ad una condizione coniugale non soddisfacente, specie se non c’è più, a fare da collante, la presenza dei figli. Nello stesso tempo specie nell’età anziana, i secondi matrimoni sono più frequenti tra gli uomini che tra le donne peraltro presumibilmente supportati dalla possibilità di ricorrere a prodotti che facilitano la loro sessualità anche nell’età non più verde

Donne senza diritti: un miliardo dalle tv, ma il calcio femminile non vede un centesimo Le squadre professionistiche e dilettantistiche si spartiscono ogni anno 1 miliardo circa incassato dalle televisioni. Ma alle donne non arriva niente. La petizione

Così, mentre il calcio, quello maschile, è lo sport nazionale, generando un giro d’affari di 13,7 miliardi di euro, il calcio femminile arranca tra pochi sponsor e alte quote di iscrizione ai campionati. Perché, come avviene per i maschi, anche per le donne ci sono i campionati nazionali di seria A e serie B, la primavera e i settori giovanili. E ci sono le squadre di punta, che in questo caso sono Verona, Brescia e Mozzanica.

La responsabilità politica della violenza Sembra un mondo impazzito in cui tutto ciò alimenta paure e spinge a chiudersi. Sembra di essere impotenti di fronte a questi orrori. Vicende diverse, con matrici diverse che però, forse, hanno un elemento comune nel venir meno della politica a governare i conflitti

Se si guarda ai successi dei partiti xenofobi, populisti e antieuropei ma anche al successo di Trump negli USA, viene da pensare che viviamo in un mondo in cui una parte della politica ha rinunciato a governare i conflitti, anzi, preferisce esasperarli per produrre e cavalcare le paure. Nella foto: Franco Mirabelli Senatore Pd, capogruppo nella Commissione bicamerale Antimafia è l’autore del commento che qui pubblichiamo