Scenari

In un Paese di vecchi i più piccoli contano sempre di meno Gli ultimi dati Istat dicono che oltre 1 milione di bambini in Italia vive in condizioni di povertà assoluta. Mentre il Piano nazionale infanzia è fermo da un anno e aspetta l’approvazione del Consiglio dei ministri

I bambini stanno sempre peggio: in dieci anni l’incidenza della povertà assoluta tra i bambini è cresciuta dal 3,9% del 2005 al 10,9% del 2015. L’indigenza, spiegano dall’Istat, diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento. Il valore più basso, 4%, non a caso si trova tra le famiglie con una persona di riferimento ultra 64enne. La spesa pubblica, d’altronde, è tutta sbilanciata sui più anziani.

La responsabilità politica della violenza Sembra un mondo impazzito in cui tutto ciò alimenta paure e spinge a chiudersi. Sembra di essere impotenti di fronte a questi orrori. Vicende diverse, con matrici diverse che però, forse, hanno un elemento comune nel venir meno della politica a governare i conflitti

Se si guarda ai successi dei partiti xenofobi, populisti e antieuropei ma anche al successo di Trump negli USA, viene da pensare che viviamo in un mondo in cui una parte della politica ha rinunciato a governare i conflitti, anzi, preferisce esasperarli per produrre e cavalcare le paure. Nella foto: Franco Mirabelli Senatore Pd, capogruppo nella Commissione bicamerale Antimafia è l’autore del commento che qui pubblichiamo

Ha sempre un senso rileggere Gramsci

“GRAMSCI QUADERNI DAL CARCERE E L’OMAGGIO DI GUTTUSO” è il titolo della esposizione dei “Quaderni dal carcere” di Antonio Gramsci che saranno esposti e integralmente consultabili in formato digitale dal 23 maggio al 17 luglio, in una mostra organizzata dalla Fondazione Quercioli alla Galleria d’Italia, in Piazza della Scala a Milano. Nella foto: un particolare del dipinto di Guttuso dove è ritratto Enrico Berlinguer.

L’omofobia impazza nel mercato del lavoro europeo

La discriminazione e le molestie nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt) sul posto di lavoro sono un problema diffuso nell’Unione europea. Nonostante la discriminazione in materia di occupazione sulla base dell’orientamento e dell’identità sessuale, come di altre diversità, sia vietata da diverse direttive europee, le persone Lgbt si trovano di fatto ad affrontare discriminazioni nei processi di reclutamento e nell’occupazione, all’interno del mercato del lavoro europeo. A confermarlo è un nuovo rapporto di Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

Genere e città. Vienna accorcia le distanze

Accorciare le distanze tra persone e ambiente, progettare gli spazi urbani a misura di corpi diversi con diverse esigenze sociali e culturali. Sul versante del trasporto pubblico e del miglioramento dei percorsi pedonali l’approcciogender mainstreaming ha dimostrato di produrre risultati notevoli. Marciapiedi più spaziosi e meglio illuminati e infrastrutture che facilitano l’accesso alle intersezioni del trasporto pubblico, dove anche chi spinge un passeggino o una sedia a rotelle possa raggiungere e utilizzare facilmente i mezzi in transito, sono interventi che discendono dalle rilevazioni fatte a seguito di un’inchiesta rivolta a tutta la popolazione del nono distretto e relativa alle modalità e alle ragioni di spostamento.

Come ti rincretinisco il lettore. Ne è un esempio il tweet di Trump su Bruxelles

Il tweet di Trump non è l’unico esemplare, né la sua campagna è l’unica ad adottare questo stile. Una parte della comunicazione complessiva che ci circonda ha lo stesso tono di “scontatismo” che non aiuta a pensare, ma che si limita a sollecitare reazioni altrettanto piatte. È compito di noi lettori e riceventi andare oltre e leggere con maggiore articolazione, per restituire alla realtà la sua irriducibile complessità.

Il mutuato tedesco? E’ in una botte di ferro

Secondo uno studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità, la Germania spende molto per la sanità, ma più ancora produce un’enorme quantità di servizi, con un basso livello di spesa diretta da parte dei pazienti. Ciò dimostra che ci troviamo di fronte a un sistema tecnicamente efficiente, con liste di attesa corte e una buona soddisfazione degli utenti. Ma se andiamo a misurare la qualità dei servizi, confrontandola con quella di altri sistemi la Germania si trova sistematicamente nelle parti medie della classifica e qualche volta più in basso. Un esempio è quello della mortalità evitabile, dove Italia e Svezia (per citare due sistemi Beveridge*) hanno dati nettamente migliori della Germania (e anche della Francia, altro sistema Bismarck).

Città Metropolitana. Tariffe più convenienti per i mezzi pubblici

Trasporto pubblico locale. Cosa stiamo facendo e cosa abbiamo fatto. Oggi solo il 19 per cento dei cittadini sale su un mezzo di trasporto, l’81 per cento preferisce la macchina. Una tendenza che dobbiamo invertire. Razionalizzando le tratte esistenti, collegando territori oggi lontani e potenziando un servizio insufficiente e inefficiente. Dobbiamo creare le connessioni orizzontali che mancano: i flussi delle corse sono generalmente verticali, dalla periferia al centro e viceversa; mancano le corse tra le direttrici est-ovest. L’offerta di mobilità deve essere anche più conveniente

La politica migratoria al voto. Dalla Germania un esempio di democrazia

Accade in Germania. Come scrive il «Tagesspiegel», la Merkel dovrebbe piangere di gioia perché almeno tre tedeschi su quattro hanno confermato il loro sostegno ai partiti che hanno appoggiato la sua politica, e l’Afd resta chiaramente una minoranza e una forza politica marginale e esterna al sistema politico democratico. Nella foto:Angela Merkel durante un evento di campagna elettorale nello stato tedesco di Baden-Württemberg, con dietro un manifesto del principale candidato locale del suo partito, Guido Wolf (Sean Gallup/Getty Images)

Città Metropolitana. Facciamo in modo che la gente possa lasciare l’auto a casa

Mai come quest’anno abbiamo vissuto l’emergenza smog. Il primo rimedio contro lo smog da tutti condiviso è la diminuzione di auto che entra in città, ma per raggiungere questo risultato ci vuole un servizio pubblico che funzioni. Ci stiamo impegnando a fondo perché se non ho l’autobus, se esso non arriva per tempo, non mi copre la fascia oraria o non serve la scuola dove devo mandare mio figlio, la gente a ragione s’incazza e ritorna all’auto