La lezione francese, rimbocchiamoci le maniche

PARIGI – Finita la notte e il lunedì di festa Parigi sta tornando alla normalità. Comunque, ripeto, il risultato di Marine Le Pen fa pensare. Anche se ne esce pesantemente sconfitta dal secondo turno, raccoglie 10 milioni di voti che rappresenta un recupero importante, se lo commisuriamo ai 7,6 milioni di voti che lei ha raccolto al primo turno.

Beninteso è poca cosa se lo confrontiamo con il recupero di Macron, che moltiplica i suoi voti del primo turno per due volte e mezzo. Naturalmente, molto gli ha giovato lo spauracchio della Le Pen, la sua radice socialista, l’inconsistenza di Holland, e non ultimo il fatto che Macron si è presentato con la proposta politica nuova di “En Marche”.

Restano comunque due fatti importanti che fanno la storia di queste presidenziali francesi del 2017 e che ci suggeriscono di essere vigilanti e riflessivi. Primo, il consenso raccolto da Marine Le Pen. Secondo, l’astensione degli elettori francesi più elevata degli ultimi 40 anni a un secondo turno presidenziale. Che dire?

Nonostante la vittoria di Macron e il sospiro di sollievo e di speranza per il futuro della UE, la paura e la crisi continuano a gravare sull’Europa con una ricaduta di problemi enorme. Le forze socialiste e progressiste devono farsene carico avviandone con un leale confronto democratico la soluzione, come esige la nostra tradizione. Un fallimento sarebbe rovinoso per l’Europa intera, per tutti noi. 

Arianna Censi

Lascia un commento