“Mai più in Italia”, dichiararono gli Zeppelin. E così sarebbe stato

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Stamattina mi sono concessa una piccola “vacanza” e sono entrata in libreria. Ho trovato questo libro di Giovanni Rossi che ripercorre alcune pagine significative della Storia di Milano, e dell’Italia. Ve lo suggerisco.

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di Redazione

led“Led Zeppelin ’71 – La Notte del Vigorelli”, Tsunami Edizioni è la cronaca dell’unica volta in cui lo storico gruppo inglese ha mai messo piede in Italia, ma è anche un avvincente spaccato di uno dei periodi più difficili nella storia dell’ancora giovane Repubblica italiana. Un periodo reso incandescente dalla protesta sociale e politica, insanguinato dalle bombe, appesantito dal clima della guerra fredda e musicalmente diviso tra la tradizione della musica leggera e le novità che irrompevano dall’estero.

Accade il Il 5 luglio del 1971 , al Velodromo Vigorelli di Milano. L’ idiozia e la dabbenaggine degli organizzatori innesca una serie di insidiosi malintesi che provocheranno il più tragico e violento scontro con le forze dell’ordine. L’idea di abbinare un concerto dei Led Zeppelin a una tappa del Cantagiro fu il più grande errore della storia dei grandi eventi musicali in Italia.

Il libro di Giovanni Rossi ripercorre tutto questo con le testimonianze inedite di molti protagonisti di quella notte, interviste dell’epoca ed un imponente recupero documentale delle pubblicazioni di quei giorni. E’un un missaggio avvincente e oggettivo di fonti scritte e storia orale, un lavoro appassionato e pionieristico alla ricostruzione della storia della musica italiana.

Non si cessa mai di stupirsi che in questo Paese, a livello istituzionale e accademico, si continui indefessamente a ignorare l’importanza dell’indagine storica. Giovanni Rossi e la casa editrice “Tsunami” realizzano un altro tassello fondamentale che si aggiunge ai pochi lavori esistenti sull’argomento di Marco Revelli e di Alessandro Carrera.

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Dopo gli sconsiderati fatti del Vigorelli, per tutto il 1972 non si verificarono ulteriori contestazioni alla stagione di quei concerti, ma dal 1973 in poi fu l’inferno. E quella sensazione di pericolo per la propria incolumità fisica divenne il deterrente numero uno che impedì a decine di migliaia di ragazzi di prendere in considerazione l’idea di andare a un concerto live per tutti gli anni a seguire. Il tutto accade in uno dei  periodi più cupi della Storia Italia. Due anni prima (1969) c’era stata la strage di Piazza Fontana, cinque anni dopo il delitto Moro.

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21 dicembre 2014

 

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