Milano Città Metropolitana. Io vicesindaca dico

La Stazione Centrale di Milano. “ I am Milan”, illustration book by Carlo Stanga-Moleskine

Gentile Direttore,

ho letto l’articolo di Valentino Ballabio dal titolo Dalla legge Delrio ci salvi il buon Dio! e vorrei poter dire la mia se mi è consentito.

Cosa dice Ballabio in sostanza? Dice che la Città metropolitana, così com’è è inutile, che la legge Delrio è fatta male e che noi politici siamo anche peggio. Ah, dimenticavo, dice anche che quello che abbiamo fatto finora non è praticamente nulla, perché c’è “uno stridente divario tra enunciati enfatici e fenomenologia della realtà”. Ebbene, mi consentirà, gentile Direttore, di parlare anche io un po’ di fenomenologia della realtà.

Il Piano strategico metropolitano, liquidato come “pomposo”, rappresenta invece uno dei più avanzati e moderni sistemi di governo a disposizione di quegli amministratori che hanno un’idea di futuro, che vogliono cioè indicare dove si vuole andare e come.

Si tratta, proprio come esorta l’autore dell’articolo dell’applicazione concreta di una “elaborazione di un pensiero politico” tradotto concretamente. Ballabio dirà (in verità l’ha detto) che sì, va bene, ma non avete i soldi per togliere le alghe all’Idroscalo. Giusto, ma qui si confondono i piani.

Cioè, non so se volutamente o meno, o per semplice amor di polemica, si fa finta di non vedere che prima viene la programmazione e la pianificazione e poi vengono le risorse. In questo momento mancano, ma non per colpa dell’attuale governo politico dell’Ente, ma per via di una legge mal applicata e di un sistema ripartitorio di risorse che ci penalizza.

E così, dare a intendere che ci manchi lungimiranza e visione, che come amministratori siamo deboli, o peggio inerti, è esattamente il contrario di quello che è: non sono lungimiranza e visione a difettarci, tutt’altro (e il Piano strategico, approvato per primi in Italia, lo dimostra). Ciò che manca sono le risorse certe e un quadro economico stabile e favorevole.

Al momento non mi interessa se la legge Delrio debba essere abrogata o modificata, poiché questa rischia di essere solo una disputa accademica buona per esperti e addetti ai lavori, mentre invece la Città metropolitana aspetta risposte concrete, in primis economiche.

In questi mesi l’Ente, pur in condizioni economiche avverse, ha garantito i servizi (si veda per esempio il lavoro sul Bando periferie che ha portato oltre trenta comuni ad ottenere 40 milioni di euro) portato a termine lavori (si pensi alle strade o alle scuole) lanciato bandi di portata internazionale (si pensi a quello sulla Fibra ottica ai privati, una grandissima opportunità di sviluppo territoriale), dimostrando concretamente che messo nelle giuste condizioni funziona ottimamente.

Io credo fortemente in questo Ente. In questi mesi come vicesindaca mi sono battuta dappertutto per spiegare, e convincere, che il futuro del governo dell’area vasta passa attraverso un ente come la Città metropolitana. Che solo la Città metropolitana può garantire risposte e governare processi e controversie che superano sempre più spesso i confini dei singoli Comuni. E lo stesso hanno fatto e fanno i consiglieri delegati, tutti. Tutti i giorni.

E ci credo sempre più, anche ora che le cose sono sempre più economicamente difficili. Serve la Città metropolitana, serve un governo d’area vasta che faccia cose certe, ben definite. Serve ai cittadini, ai Comuni del territorio, alle imprese: serve tout court.

Il futuro è della Città metropolitana, così come la stessa Commissione europea indica da tempo. Abbiamo accettato la sfida al cambiamento istituzionale e amministrativo, abbiamo sostenuto e sosteniamo che questo sia necessario, che serve: ed è ingeneroso e falso, e mi lasci dire: offensivo, dire che “siamo adagiati sullo status quo“.

La descrizione che Ballabio fa è dunque davvero lontana dalla realtà. Se nelle prossime settimane avremo le necessarie risorse per continuare a lavorare, lo invito a trascorrere una settimana con me o con i consiglieri delegati. Si renderà conto sul campo che esiste un pensiero politico, una visione, un’idea di città e di sviluppo sostenibile, ecologico, competitivo: si stancherà un po’ ma sono certa che gli piacerà e cambierà idea.

Arianna Censi
Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano

Fonte: Arcipelago Milano 

 

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