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Allarme Scuola, un 15enne su quattro insufficiente in matematica

Scarse le opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche: solo il 14% dei bimbi fino a 2 anni può andare al nido o usufruire di servizi integrativi, il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 64% dei minori non ha accesso ad attività ricreative, sportive, formative o culturali. I livelli più alti si registrano in Campania (84%), Sicilia (79%) e Calabria (78%). Non basta: il 48,4% dei ragazzi fra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente la rilevazione, il 69,4% non ha messo piede in un sito archeologico, il 55,2% in un museo e – preoccupante anche in termini di salute – il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva.

I professori pensati di serie B che invece sono di serie super A

Infatti l’insegnante di sostegno è un insegnante che ha una specializzazione in più. Eppure il pezzo della riforma della scuola di cui non si parla è proprio quello sugli insegnanti di sostegno, che invece rischia di complicare le cose e il futuro di un sacco di ragazzi e di famiglie. Le ragioni per esempio per cui i ragazzi cambiano spesso l’insegnante di sostegno sono i ritardi burocratici, la precarietà e i tagli: l’organico di sostegno è inadeguato, e quando, a stagione avanzata, arrivano dei precari (che non vuol dire affatto meno capaci) estratti dal fondo della graduatoria, l’anno dopo non riusciranno a tornare. Intanto la riforma scolastica soprannominata “La Buona Scuola” è stata approvata ieri dalla Camera e ora passerà al Senato

Squadrismo a Roma. La storia di una ragazza coraggiosa

Questa è la storia di una normale ragazza romana, che frequenta un noto liceo della capitale, scrive sul giornalino della scuola e fa i compiti a casa. Ma è anche la storia di una ragazza impegnata, che vive quotidianamente la politica e la sinistra. Per rispetto non vi diremo il suo nome, e per capire questa storia,non serve darle un volto

Di cosa parliamo quando parliamo di genere a scuola

L’ideologia del gender non esiste. Nelle classi si insegna ai più piccoli “a volare liberi”. ” È facile e probabile che, sentendosi libera di esprimersi, una classe tiri fuori le peculiarità di ciascuno, permetta di osservare e conoscere altri punti di vista, ampliando così le possibilità di immaginarsi e di ispirarsi”. Così scrive Pina Caporaso, insegnante nella scuola primaria a Pistoia, e regista, insieme a Daniele Lazzara, del lungometraggio Bomba libera tutti, dedicato alla riflessione sugli stereotipi di genere in una quarta elementare. Laureata in sociologa con una tesi premiata dall’Unione Femminile Nazionale, si occupa di studi di genere specialmente relativi all’educazione, anche degli adulti. È attivista in reti di donne e relatrice in convegni che riguardano il rapporto tra identità di genere, scuola, stereotipi, violenza e omofobia

Una scuola a sportello? Con il preside-manager

Si tratta dunque di un’autonomia prettamente gestionale con una torsione verso la competizione (tra istituti, tra territori, tra persone). Quella di Renzi è una scuola a sportello, per così dire: per le famiglie (ammesso che siano in grado di scegliere); per le aziende (ammesso che esistano); per il territorio (ammesso che ciò non sia solo la politica locale)

A scuola, «le femmine si lasciano dietro i maschi»

Secondo l’OCSE che ha pubblicato il suo primo rapporto sulla parità di genere nell’educazione scolastica, I maschi ottengono risultati migliori solo in matematica, una materia in cui sono in media “tre mesi più avanti” delle femmine. Nei test sulla lettura, invece, le ragazze surclassano i maschi: in media sono “un intero anno scolastico più avanti”. Nella foto: studentesse di Chimica nell’Università di Berlino (Thomas Koehler/Photothek via Getty Images)