Politiche di genere

Donne senza diritti: un miliardo dalle tv, ma il calcio femminile non vede un centesimo Le squadre professionistiche e dilettantistiche si spartiscono ogni anno 1 miliardo circa incassato dalle televisioni. Ma alle donne non arriva niente. La petizione

Così, mentre il calcio, quello maschile, è lo sport nazionale, generando un giro d’affari di 13,7 miliardi di euro, il calcio femminile arranca tra pochi sponsor e alte quote di iscrizione ai campionati. Perché, come avviene per i maschi, anche per le donne ci sono i campionati nazionali di seria A e serie B, la primavera e i settori giovanili. E ci sono le squadre di punta, che in questo caso sono Verona, Brescia e Mozzanica.

La responsabilità politica della violenza Sembra un mondo impazzito in cui tutto ciò alimenta paure e spinge a chiudersi. Sembra di essere impotenti di fronte a questi orrori. Vicende diverse, con matrici diverse che però, forse, hanno un elemento comune nel venir meno della politica a governare i conflitti

Se si guarda ai successi dei partiti xenofobi, populisti e antieuropei ma anche al successo di Trump negli USA, viene da pensare che viviamo in un mondo in cui una parte della politica ha rinunciato a governare i conflitti, anzi, preferisce esasperarli per produrre e cavalcare le paure. Nella foto: Franco Mirabelli Senatore Pd, capogruppo nella Commissione bicamerale Antimafia è l’autore del commento che qui pubblichiamo

La nuova legge sullo stupro in Germania È stata approvata oggi dal parlamento: è giudicata un passo avanti, ma non sarà sufficiente a tutelare chi subisce violenza sessuale

La Germania è considerata un paese piuttosto arretrato rispetto ad altre nazioni sviluppate quando si tratta di leggi sullo stupro: lo stupro coniugale è diventato un reato penale solamente nel 1997.
Prima di oggi la legge sullo stupro (che rientra nella sezione 177 del codice penale tedesco ed è del 1998) non si concentrava sul consenso e diceva anzi che la prova di una violenza sessuale era a carico di chi la subisce: una violenza sessuale, cioè, poteva essere definita stupro se chi l’aveva subita aveva provato fisicamente a difendersi e poteva dimostrarlo in tribunale

Acqua potabile. A molte donne costa carissima Gli episodi di violenza nel Sud del Mondo sono spesso legati al processo di approvvigionamento idrico - Sovente per raggiungere la fonte le donne partono quando è ancora buio che le espone ad un alto rischio di violenza fisico e sessuale

La violenza sulle donne è un fenomeno in molti Paesi del Sud del Mondo legato all’approvvigionamento idrico. A causa delle diverse ore impiegate per raggiungere la fonte, spesso le donne partono molto presto al mattino, camminando nel buio:questo le espone ad un alto rischio di violenze di tipo fisico o sessuale. A Milano lunedì 27 giugno, a Palazzo Pirelli – Via Fabio Filzi, 22, Sala del Gonfalone – si svolge il convegno sull’ “Accesso all’acqua potabile da parte di tutti gli abitanti del pianeta.”. I

Le donne più a piedi e più sui mezzi pubblici. Non è per divertimento

Tutti i dati lo confermano: il XXI secolo sarà il “secolo delle città”. Infatti, risale a nove anni fa (2007) il sorpasso della popolazione urbana su quella rurale, sicché oggi la maggioranza delle persone vive in aree urbane con processi di inurbamento in continua crescita L’urbanizzazione crescente e la concentrazione della popolazione in grandi aree metropolitane pone importanti sfide in termini di pianificazione, gestione dei servizi pubblici, consumo del suolo e sostenibilità. In questa intervista curata da Claudia Bruno, Francesca Zajczyk, docente di sociologia urbana all’università Bicocca e delegata alle pari opportunità nel comune di Milano, si sofferma con acutezza sui particolari da affrontare. Ve ne propongo la lettura.

A 70 ANNI DAL VOTO ALLE DONNE

Lunedì 30 maggio ricorderemo insieme quel 2 giugno 1946 quando milioni di donne italiane, per la prima volta, andarono tutte assieme alle urne (due mesi prima c’era stata una prova generale con alcune amministrative) per esprimere il loro voto. Chiamate a scegliere tra Monarchia e Repubblica nel referendum, contribuirono a quei 12.718.641 voti che decretarono l’esilio di casa Savoia e l’inizio del percorso che avrebbe portato, nel 1948, alle elezioni per il primo governo di maggioranza.

L’omofobia impazza nel mercato del lavoro europeo

La discriminazione e le molestie nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt) sul posto di lavoro sono un problema diffuso nell’Unione europea. Nonostante la discriminazione in materia di occupazione sulla base dell’orientamento e dell’identità sessuale, come di altre diversità, sia vietata da diverse direttive europee, le persone Lgbt si trovano di fatto ad affrontare discriminazioni nei processi di reclutamento e nell’occupazione, all’interno del mercato del lavoro europeo. A confermarlo è un nuovo rapporto di Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.