Istat: 8,5 milioni di lavoratori aspettano il rinnovo del contratto. Disoccupazione al 12.9%. I dati peggiori dall’inizio della crisi

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Circa 8,5 milioni di dipendenti a gennaio erano in attesa di rinnovo del proprio contratto. Si tratta del 66,2% del totale dei lavoratori in Italia e significa che due dipendenti su tre stanno aspettando. E’ la quota più alta dal gennaio del 2008, secondo l’Istat, con 51 tipologie di contratto che ancora devono essere rinnovati.

Solo il pubblico impiego pesa per 2,9 milioni di lavoratori e 15 contratti. A fine gennaio, a fronte del recepimento di un accordo (gomma e materie plastiche), ne sono scaduti ben cinque (agricoltura operai, servizio smaltimento rifiuti privati, servizio smaltimento rifiuti municipalizzati, commercio e Rai).

Ma, come riporta l’Istat, ciò che ha fatto balzare il numero dei dipendenti in attesa si rinnovo è il contratto del commercio, che include ad esempio i commessi e tocca circa due milioni di dipendenti.

A febbraio, intanto, sono stati ratificati accordi che toccano 4 dei 51 contratti scaduti, per un totale di circa 500mila dipendenti (tessili, pelli e cuoio, gas e acqua e turismo-strutture ricettive).

Disoccupazione – A gennaio il tasso di disoccupazione è salito al 12,9% (in rialzo dello 0,2% su dicembre e di 1,1 su base annua) e I disoccupati sono 3,3 milioni. Secondo l’Istat è il tasso più alto dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, e perfino di quelle trimestrali, primo trimestre 1977.

Nel 2013 ci sono statai 478mila (-2,1%) occupati in meno rispetto al 2012 e, tra il 2008 e il 2013, ben 984mila. Nella media 2013, i disoccupati hanno raggiunto quota 3,1 milioni, con un aumento del 13,4% rispetto all’anno precedente e l’Istat sottolinea che quasi la metà risiede nel Mezzogiorno.

Con il record raggiunto dal tasso di disoccupazione dei 15-24enni, pari al 42,4% a gennaio 2014, e un milione e 790 mila persone che hanno rinuncaito a cercare lavoro, si tratta dei dati peggiori registrati dal 2008.

7 marzo 2014