Milano punto di riferimento in un’Europa federata. Una scommessa da vincere

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Cara Arianna,
ho appena finito di leggere l’ultimo tuo articolo nel quale sostieni che la politica deve assumersi il compito di ricostruire le relazioni con i mondi dell’ economia, dell’impresa, del commercio, nonché con quelli della cultura e della ricerca perché è l’unico modo per poter rispondere con tempestività e fornire risposte nuove e esaustive alle domande anche le più laceranti della società.  Sono d’accordo con quanto scrivi perché questo rientra tra i compiti più importanti della politica, se non il più importante.  Se questa dovrebbe essere  la regola, perché stiamo soffrendo questa terribile crisi, è colpa della politica?. Ho 31 anni dovrei guardare il futuro con ottimismo, ma su quali basi?  I miei genitori sostengono che prima si viveva meglio.
Grazie, Teresa

 Cara Teresa,

Arianna Censi

Arianna Censi

Per meglio capirci vogliamo fissare una data? 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino e del tuo settimo compleanno se non vado errata. Fino ad allora i confini del mercato economico coincidevano con quelli nazionali. Per intenderci,chi governava l’Italia governava anche il sistema economico e il mercato italiano.  Con la caduta del Muro di Berlino si sono dissolti – e non poteva essere diversamente – i due blocchi, Est e Ovest, in cui l’Europa era divisa e con essa il mondo. Da allora è cominciata una corsa senza quasi freni che vede l’economia, e non più la politica protagonista principale del cambiamento, sicché la globalizzazione è soprattutto di matrice economica e non politica. Dopo l’implosione dell’Unione Sovietica, nell’immaginario collettivo erano diventati gli Stati Uniti l’unica superpotenza del mondo. Fino a poco tempo fa nessuno pensava a cosa sarebbe arrivata la Cina in termini di mercato

Stando così le cose bisogna innanzitutto capire che lo scenario s’è capovolto e che non è più possibile tornare alla situazione che c’era prima come si auspicava il centro destra per tutti gli anni che ci ha governato, attuando una politica disastrosa che ci ha alienato la fiducia dei partner europei.  Compito della politica – e lo sta facendo – è riacquistare quella fiducia necessaria a noi, ma anche ai nostri rispettivi partner per poter allettare l’entrata nell’Unione europea, di quei paesi ancora esitanti. Perché come dicono a Roma “più siamo e meglio stiamo”. Voglio dire che se l’Europa pur con le sue diversità riesce a federarsi, come lo sono appunto gli Stati Uniti, diventerà di colpo economicamente competitiva e molti dei suoi problemi saranno risolti.

Sarà poi compito del governo di ogni singolo Stato amministrare le risorse con i suoi cittadini. Personalmente credo che tra le priorità ci debbano essere: il benessere individuale, l’assistenza sociale garantita,  la difesa dell’ambiente. Bisogna fare in modo che le persone possano condurre una vita dignitosa, riducendo la forbice che nel nostro Paese è divaricatissima tra i pochi che hanno tantissimo e i molti che hanno pochissimo o quasi nulla . Siamo un paese che ha oltre 5 milioni di poveri assoluti. Questo produce non solo un malessere individuale, ma anche un costo sociale altissimo. Definire quali sono i punti di riferimento, i capitoli fondamentali degli interventi, sapere che esiste un sistema di governo capace in ogni sua virgola di attivarsi e agire perché sia raggiunto ogni volta l’obbiettivo auspicato dalla società, rientra nei compiti di una politica seria. Come vedi, nonostante tutto, sono ottimista e spero prestissimo lo sia anche tu.

A presto, Arianna

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