Milano, un passo in più rispetto ai bisogni dei tanti

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Emergenza Casa. A Milano affitti troppo alti, duemila richieste di sfratto al mese. Il Comune apre l’Agenzia sociale per la locazione in aiuto agli inquilini a rischio morosità Sarà gestita dalla Fondazione welfare ambrosiano

di Paola D’Amico e Andrea Senesi

Quasi duemila richieste di sfratto al mese nel 2014, 500 in più rispetto all’anno prima. È la «morosità incolpevole», l’incapacità di far fronte al pagamento del canone popolare, a far schizzare il dato dell’emergenza abitativa in città. I numeri della prefettura lo indicano chiaramente: i «provvedimenti esecutivi di rilascio» – termine burocratico che sta a indicare l’avvenuto sgombero – sono in aumento proprio per una ragione: gli affittuari non riescono più a pagare l’affitto.

Per questo, dopo aver affidato a Mm la gestione del proprio patrimonio di case, il Comune vara l’Agenzia sociale per la locazione. Che dovrà intervenire sugli affitti privati, mediando tra inquilini e proprietari, ma anche favorire l’incontro tra domanda e offerta, con l’obiettivo di evitare gli sfratti e trovare canoni sostenibili per le famiglie.

Sarà la Fondazione welfare ambrosiano a gestirla. Ieri è stata firmata la convenzione con il Comune. «Rispetto a un patrimonio Erp insufficiente – ha spiegato l’assessore alla Casa, Daniela Benelli -, c’è un bacino molto più ampio di alloggi privati, spesso sfitti, che vogliamo rimettere in circolo. Vogliamo intervenire prima dello sfratto, evitando che le famiglie restino senza casa e tutelando i proprietari dal rischio della morosità».

«L’Agenzia è un passo in più rispetto ai bisogni dei tanti che si sono rivolti a Fondazione welfare – ha aggiunto l’assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo economico, Cristina Tajani -: infatti molte delle richieste di microcredito ricevute in questi anni si riferiscono proprio alla necessità di coprire le spese per i canoni d’affitto». Plaude all’Agenzia il Sunia che per voce del segretario Stefano Chiappelli chiarisce: «Dei 20 mila sfrattati in città, 15 mila sono per morosità incolpevole. Forse ora sarà possibile rimettere sul mercato quegli 80 mila alloggi privati sfitti, grazie alle garanzie e ai vantaggi di cui possono godere i proprietari che affitteranno a canone concordato». Critico invece il Sicet (Cisl) il cui segretario generale Leo Spinelli denuncia: «L’avviso pubblico del Comune, che si chiude al 30 aprile per la richiesta di contributo da parte delle famiglie sfrattate con morosità incolpevole, ha raccolto da gennaio a oggi una decina di domande, perché gli uffici dell’assessorato sono riusciti a dare un’interpretazione alla norma ancora più restrittiva di quella regionale e nazionale».

L’Agenzia avrà la sua sede negli spazi di Villa Scheibler a Quarto Oggiaro, presso gli uffici già in uso alla Fondazione welfare ambrosiano. Avrà sportelli aperti al pubblico con l’obiettivo di ridurre il rischio di sfratto e stimolare l’uso del canone concordato sia per i nuovi contratti sia per la conversione di quelli già in corso e a rischio di morosità. Un esempio pratico: il proprietario che decide di ritirare lo sfratto e di sottoscrivere un contratto a canone concordato sarà risarcito delle morosità pregresse fino a un massimo di ottomila euro e sarà tutelato da eventuali inadempienze dell’inquilino. Sarà poi l’inquilino, a rientrare dal debito concordando con l’Agenzia un piano non inferiore a dodici mesi. I fondi: l’Agenzia parte con una dote da sei milioni di euro, eredità di Regione, Comune e governo.

Fonte: corriere.it

29 marzo 2015

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