
Dobbiamo raggiungere con grande determinazione la costruzione della Città Metropolitana in seguito all’approvazione della Legge Del Rio 56/2014. Ne discuteremo stasera tutti insieme
VENEZIA – Giorgio Orsoni si è dimesso da sindaco di Venezia. Dopo la revoca degli arresti domiciliari, le polemiche per il suo ritorno a Ca’ Farsetti e una nota molto critica del vice segretario nazionale Pd e governatore del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, ha deciso di lasciare l’incarico
La lettera del PD. La decisione di Orsoni arriva dopo quella che in molti hanno definito una scomunica da parte del Partito Democratico. “Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Giorgio Orsoni”, avevano affermato in una nota Debora Serracchiani, vice segretario nazionale Pd e governatore del Friuli Venezia Giulia e Roger De Menech, segretario regionale del Pd Veneto, “ma dopo quanto accaduto ieri, e a seguito di un approfondito confronto con i segretari cittadino, provinciale e regionale del Pd, abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia”.
La richiesta di dimissioni. “Invitiamo quindi Orsoni”, che ieri aveva ripreso le funzioni di sindaco dopo il patteggiamento e la revoca degli arresti domiciliari, “a riflettere sull’opportunità nell’interesse dei cittadini di Venezia e per la città stessa di offrire le sue dimissioni”, continuava la nota. “Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la città. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti riteniamo che lo stesso Orsoni saprà dare prova di grande responsabilità”.
per saperne di più leggi anche: Venezia, mezzo secolo di chiacchiere e di raggiri
13 giugno 2014
L’influenza di Mujica (nella foto accanto ad Obama) va molto oltre quella del leader di un piccolo paese di sole 3 milioni di persone. In un mondo affamato di alternative, le innovazioni che lui e i suoi colleghi stanno mettendo in campo hanno posto l’Uruguay sulla mappa come uno degli esperimenti mondiali di governance più progressisti e creativi
Da Wall Street alle Borse asiatiche, gli occhi dei mercati internazionali in queste ore sono piu’ che mai puntati sul Vecchio Continente